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Think about

Mi e’ tornato tra le mani, in una di quelle giornate in cui nel mio studio trovo le cose più impensabili, che svegliano la memoria e mi portano lontano, dove sono stata, dappertutto nel mio girovagare per il pianeta, da anima senza pace quale sono, ho trovato, dicevo, uno di quei pezzi strappati dai giornali, milioni, che ho avuto e ho tra le mani, che strappo e infilo ovunque, perfino nelle lampade, nell’unica casa che ritengo tale, ma dove non ho appeso il mio cappello! E’ uno degli scritti di una che amo perché vera come la terra, e come la terra, aspra e dolce! Si chiama #immavitelli e ha collaborato in un momento felice, con #vanityfairitalia ! Racconta la storia di un incontro con una amica che si è rifugiata in un minuscolo luogo tra i Pirenei, cercando se stessa come fanno, appunto, le anime in pena! Ma la parte che ADESSO mi ha colpito di più, è alla fine e parla di vivere rischiando altrimenti che vita è?!

E’ il pensiero che mi guida in questo momento sospeso tra la follia umana e la paura..,.

Arriva sempre un momento, alla fine di un ciclo, in cui devi scegliere cosa di te muore e cosa di te resta! Poi mi ha raccontato la storia delle pecore e dell’orso. “ C’è stato un massacro” ha detto. Un massacro? “ Si, di duecento pecore” È accaduto, su un alpeggio, che un orso ha attaccato una pecora, dico una, e che le altre, terrorizzate, si siano date alla fuga e correndo, cieche, si siano lanciate da una rupe. “ È una storia incredibile “, ho detto. La sua risposta, me la porto dentro. “Non avere paura, sorella”, ha detto. “È la paura che uccide, sempre”.

Ecco! Io non ho paura!

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